L’importanza del 5%

Da uno studio condotto in rete dalla Federazione italiana dei medici pediatri, emergono dati allarmanti sull’informazione alle vaccinazioni in rete.

“Cliccando su internet alla voce vaccinazione, su 100 siti trovati 95 sono “anti-vaccinazioni” – spiega Giampietro Chiamenti, referente rete vaccini della Fimp -. Questo probabilmente perché chi propugna queste tesi, sempre più diffuse, tende a fare proseliti, mentre tutti quelli che considerano le vaccinazioni per quelle che sono, ovvero la più potente arma di prevenzione contro le infezioni, non usa la rete per informare»

Un’affermazione che coglie perfettamente il senso del problema. La verità è che -purtroppo- non basta smontare, continuamente, un complotto dopo l’altro. Occorre presenziare il mezzo – la rete – con informazioni in grado di capire e  risolvere i dubbi delle giovani coppie.

Siamo quindi fieri di essere tra quei 5 siti che propongono unicamente dati scientifici corretti e dimostrati. Siamo inoltre orgogliosi di rappresentare il primo progetto pubblico di informazione digitale sulle vaccinazioni.

In questi primi mesi di vita, abbiamo registrato oltre 100.000 accessi al portale. Segno che il bisogno di dati corretti ed approfondimenti è forte. Ci teniamo quindi a ringraziarvi. Speriamo che altre Amministrazioni seguano il nostro percorso affinché la tendenza segnalata dalla FIMP possa essere radicalmente invertita.

 

 

 

 

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il vaccino, il cancro e la bufala (immancabile)

Alcuni giorni fa, su alcuni siti di “informazione libera e alternativa” veniva pubblicata questa notizia “

L’azienda farmaceutica MERCK ha confessato, la tragedia mondiale che sembrava frutto di una mente squilibrata purtroppo invece è una realtà con cui bisognerà confrontarsi. L’azienda ha ammesso di aver inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini.

La scioccante intervista ovviamente  censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackell Science, è stata tagliata dal libro “The Health Century” proprio a causa del suoi contenuti, l’ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus micidiale (SV40 ed altri) capace di provocare il cancro, nella popolazione di tutto il mondo.” (link alla notizia)

Ovviamente, nella miglior tradizione complottista, lo “scoop” veniva condito con affermazioni variopinte (Clamoroso! Ci stanno nascondendo la verità! E’ Tutto censurato!!) e condiviso sui social network nella speranza di ottenere visibilità.

Ci sentiamo quindi in dovere di compiere alcune precisazioni in merito.

Si tratta di una ricostruzione artificiosa di un evento di cronaca realmente accaduto oltre 60 anni fa.

Come è emerso da una ricerca di Wired pubblicata nel 2007, fra il 1955 e il 1963, il vaccino antipolio di produzione Merck risultò contenere tracce di SV40, un elemento sospettato (senza alcuna conferma) di poter essere potenzialmente cancerogeno per l’uomo. La comunicazione fu effettuata dall’azienda stessa e l’elemento rimosso.

Ad oggi, non è stato possibile stabilire se il vaccino, negli anni suddetti, abbia aumentato il rischio di tumori nei soggetti riceventi (circa 100 milioni di americani). Ciò che è certo è che ha contribuito in maniera decisiva a contrastare la Poliomelite, una malattia potenzialmente letale e sicuramente invalidante.

Fonte: Attivissimo, Antibufala: la Merck inocula il cancro tramite i vaccini?

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Quando la prevenzione fa piu’ paura della malattia

Vi riportiamo oggi un articolo di swisscom che racconta come il timore degli esiti delle vaccinazioni abbia superato, nell’opinione comune, quello delle malattie che si propongono di prevenire.

Questo fenomeno, di cui già vi abbiamo parlato all’interno delle nostre risposte, continua ad avere esiti concreti preoccupanti. Sono infatti in aumento, in Svizzera, epidemie di morbillo e rosolia.

Il timore di essere sottoposti a vaccinazioni obbligatorie è così diffuso che ha persino portato ad un referendum contro la revisione della legge sulle epidemie, sulla quale il popolo si esprimerà il 22 settembre.

Vi riportiamo di seguito un estratto dell’articolo

“Claudine Burton-Jeangros, sociologa della salute e professoressa all’università di Ginevra, ha spiegato all’ats che meno la malattia fa paura e meno si è convinti della necessità della vaccinazione. Ad esempio molti genitori evitano di somministrare il vaccino contro morbillo-orecchioni-rosolia partendo dal principio: “Anch’io ho avuto queste malattie e non sono morto. Quindi…” Questa avversione è invece molto più rara quando si tratta di tetano e poliomielite.

La diffidenza contro questo metodo di immunizzazione si è sviluppata soprattutto negli ultimi venti anni, in particolare in seguito a due studi che hanno fatto molto scalpore, sottolinea Claudine Burton-Jeangros . Il primo collegava il preparato antimorbillo-orecchioni-rosolia all’autismo (Vi ricorda qualcuno?). Se ne continua a parlare malgrado l’autorevole rivista “The Lancet” lo abbia ritirato dai propri archivi (esatto! ). Pure confutata la tesi di un legame fra la vaccinazione contro l’epatite di tipo B e la sclerosi a placche.

Lo scetticismo – aggiunge la professoressa – si riscontra di sovente in una categoria sociale di rango elevato. Si tratta di persone che si sono informate. L’ostracismo è poi spiccato presso coloro che preferiscono la medicina alternativa a quella tradizionale e che hanno un’immagine naturale dell’immunizzazione: è migliore tramite la malattia stessa che grazie ad un apposito preparato farmaceutico.

Gli interessi collettivo ed individuale delle vaccinazioni non sono poi per forza convergenti, commenta Jacques de Haller, l’ex presidente della Federazione dei medici svizzeri (FMH). Il primo è evidente, dato che permette di sradicare alcune malattie. Il secondo è meno assoluto visto che sussiste il rischio di complicazioni, seppur insignificante statisticamente.

Negli ultimi decenni gli individui sono diventati più responsabili della loro salute e alcuni ritengono che, dal momento che hanno una sana igiene di vita, i rischi di ammalarsi sono inferiori e quindi anche la necessità di una vaccinazione, perlomeno in alcuni casi.

L’anno scorso l’89% dei bimbi di due anni avevano ricevuto le due dosi di preparato contro il morbillo. Il tasso era dell’83% nel 2008-2010 e del 71% nel 2005-2007. Le autorità intendono sradicare definitivamente la malattia entro il 2015, raggiungendo una copertura immunitaria presso il 95% della popolazione.” (Fonte Swisscom, i vaccini intimoriscono piu’ della malattia )

Se volete approfondire il tema, potete leggere quello che abbiamo scritto in merito alla percezione del rischio vaccinale

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Ancora troppi i casi di rosolia in gravidanza

Come riportato da Ansa.it, nonostante la disponibilità dei vaccini, in Italia ci sono ancora troppi casi di rosolia in gravidanza e congenita, quella che colpisce il bambino quando è ancora nella pancia della mamma. Lo ricorda il Ministero della Salute in una circolare in cui si definiscono nuovi criteri per le segnalazioni dei casi e che segnala un picco nel 2012.

”Nel 2008, in concomitanza con l’epidemia di rosolia, è stato registrato un picco di incidenza di infezioni rubeoliche congenite e in gravidanza – si legge nel documento pubblicato sul sito – un nuovo picco, sebbene inferiore al precedente , è stato rilevato nel 2012”.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, presentati in occasione della settimana europea delle vaccinazioni, tra il 2005 e il 2012 ci sono stati 95 casi di rosolia in gravidanza, di cui 17 solo nell’ultimo anno, che hanno portato a 23 interruzioni di gravidanza, 24 sindromi da rosolia congenita e un bimbo nato morto. Nello stesso periodo i casi di rosolia congenita sono stati 59, di cui 16 nel 2012.

Dall’avvio del Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita la copertura vaccinale contro la rosolia, grazie a strategie di vaccinazione estesa dei nuovi nati, è aumentata, ma è ancora al di sotto della soglia del 95%, prevista per il raggiungimento dell’obiettivo di eliminazione.

Anche la copertura vaccinale delle adolescenti e delle donne in età fertile è inferiore al tasso critico per impedire la circolazione virale.

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Rapporto annuale 2013 meningite in Emilia Romagna

In Emilia Romagna nel 2012 sono stati registrati 145 casi totali di meningite, dei quali 15 da meningococco. A dirlo e’ Pierluigi Macini, presidente della Societa’ italiana di igiene, medicina preventiva e sanita’ pubblica sezione Emilia Romagna, in occasione dell’arrivo in Italia del primo vaccino contro il ceppo B, responsabile di oltre il 60% dei casi di meningite da meningococco. ”L’Emilia Romagna – spiega l’esperto – presenta un quadro a se’ e piuttosto interessante. Da diversi anni abbiamo un sistema di sorveglianza capillare e sensibile, quindi molto affidabile. Tanto che abbiamo registrato con soddisfazione la caduta dei casi dopo l’avvento della vaccinazione contro il sierotipo C: da 0,6 casi l’anno ogni 100mila prima del 2006 a 0,3 dopo il 2006, quindi da 22 a 14 casi l’anno”. La riduzione e’ dovuta per il solo ceppo di meningococco C. [...]

Fonte: ANSA, http://www.ansa.it

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Disponibile anche in Italia il vaccino contro il Meningococco B

Meningite di tipo B a Medicina 33La meningite da meningococco B, come si riconosce? Come di manifesta? E il vaccino? Risponde a Luciano Onder su MEDICINA 33 il dott. Alberto Villani del Bambino Gesù.

Oggi è disponibile anche in Italia il vaccino contro il meningococco di tipo B, che rappresenta l’unico baluardo contro questa malattia dal decorso rapidissimo e dagli effetti devastanti.

(cfr anche: http://www.perchevaccino.it/consigliate/meningite-batteriche/ )

Fonte: http://www.rai.tv/

 

Qual è la situazione rispetto alle meningiti in Emilia Romagna?

“L’Emilia Romagna presenta un quadro a sé e piuttosto interessante. Da diversi anni abbiamo un sistema di sorveglianza capillare e sensibile, quindi molto affidabile. Tanto che abbiamo registrato con soddisfazione la caduta dei casi dopo l’avvento della vaccinazione contro il sierotipo C: da 0,6/100.000/anno prima del 2006 a 0,3/100.000/anno dopo il 2006, quindi da 22 a 14 casi/anno. Tutta la riduzione è a carico del meningococco C, perché i pochi contagiati da questo siero gruppo erano comunque persone non vaccinate. Un altro dato da sottolineare è che la caduta dei casi ha interessato tutte le fasce d’età, a dimostrazione che la profilassi vaccinale limita la circolazione del batterio.
Quindi oggi, in Emilia Romagna, sappiamo con certezza che il 60-65% dei casi è da meningococco B e solo il 25% da sierotipo C, perché l’ampiezza della copertura vaccinale (92-93%) ha funzionato molto bene.”

La meningite può essere prevenuta? Quali sono gli strumenti oggi a disposizione per proteggersi da questa malattia?
L’unica prevenzione primaria è quella vaccinale. La protezione con antibiotici dei contatti di un soggetto malato è infatti valida, ma si tratta di profilassi secondaria.
L’AIFA ha approvato il primo vaccino per la meningite meningococcica B: quali sono i gruppi di popolazione che potranno maggiormente beneficiare di questa opportunità vaccinale?
I bambini neonati fino a un anno e gli adolescenti-giovani adulti. Cioè gli stessi gruppi interessati dalla vaccinazione antimeningococcica C. I programmi pubblici di vaccinazione dovranno prevedere l’offerta attiva e gratuita del nuovo vaccino, per ottenere risultati altrettanto significativi a livello di Sanità pubblica. Resta soltanto da stabilire un calendario ben accetto da parte delle famiglie, per ottenere la massima adesione. Il vaccino è sicuro ed efficace a ogni età. Anche al di fuori delle campagne vaccinali pubbliche, che riguardano le fasce di età a maggior rischio, ogni famiglia potrà decidere di vaccinare i propri figli di età diversa, con la certezza di avere una protezione efficace contro il meningococco B.

Fonte: http://www.parmadaily.it/

 

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Epidemia estesa di rosolia in Polonia e Giappone

Decine di migliaia di casi dall’inizio dell’anno, molto oltre la media: niente di preoccupante. Ma negli Stati Uniti, il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC), l’organismo che si occupa dei contagi e delle epidemie, ha emesso alcuni bollettini invitando le donne incinte a consultarsi con il loro medico prima di intraprendere un viaggio verso la Polonia o il Giappone.

“La malattia non è di per sé molto pericolosa e non richiede quindi particolari terapie se contratta in giovane età. Il sistema immunitario provvede a debellare il virus che la causa e rende immune chi si è ammalato da possibili ricadute. La rosolia può però essere problematica in età adulta, soprattutto per le donne, e per questo motivo è importante che dopo la pubertà le donne che non hanno avuto la malattia si vaccinino.”

Fonte: il Post

Per leggere l’articolo integrale clicca qui.

 

 

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Autismo e cibo biologico sono correlati, e allora?

Schermata 2013-06-13 alle 13.26.26Un articolo illuminante, trovato su Prometeus Magazine, ci aiuta a capire, non senza una buona dose di ironia (vedi grafico accanto), la differenza abissale che c’è tra il concetto di CORRELAZIONE e quello di CAUSALITA’.

Saper leggere gli studi scientifici presuppone una certa preparazione, ma soprattutto, umiltà, qualità che permette di riconoscere i propri errori e correggere.

Noi crediamo che questo equivoco, cioè scambiare correlazione e casualità, sia all’origine di molti “roghi” di storica memoria: roghi di streghe, roghi di scienziati, roghi di libri e, per quel che ci riguarda, di vaccini!

Fonte: http://www.prometeusmagazine.org

Leggi l’articolo per intero

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Meningite ai minimi storici in Africa grazie al vaccino sviluppato con la Fondazione Gates

L’Organizzazione mondiale della sanità ha detto Giovedi scorso che il numero di casi di meningite in Africa quest’anno è stato il più basso degli ultimi 10 anni, grazie ad un nuovo vaccino a basso costo progettato per il trattamento di un tipo di malattia comune nella cosiddetta cintura della meningite.

Il vaccino, chiamato MenAfriVac, è stato sviluppato con il finanziamento della Bill & Melinda Gates Foundation appositamente per l’uso contro la meningite A, un tipo che causa epidemie perodiche in Africa.

Fonte: http://www.huffingtonpost.com

Leggi l’articolo originale

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Quando la paura del vaccino uccide, un altro caso in Nuova Zelanda

Auckland, Nuova Zelanda. I genitori Ian e Linda Williams pensavano di aver fatto la scelta consapevole di non vaccinare i propri figli, ma ora, dopo che un figlio è finito in terapia intensiva con un’infezione tetanica si sono resi conto di aver commesso un terribile errore.

“L’errore che abbiamo fatto è stato che abbiamo sottovalutato le malattie e ancor più le reazioni avverse”, dice il padre Ian Williams, che parla pubblicamente del calvario della sua famiglia, nel tentativo di mettere in guardia gli altri genitori circa i pericoli di non immunizzare la loro bambini.

Taglio minore, ma infezione grave

Tutto è cominciato quando a sette anni Alijah si fa un piccolo taglio sulla parte inferiore del piede a dicembre 2012.

“Certo non pensavamo che fosse troppo grave, era solo un piccolo taglio, ma un paio di giorni dopo ha iniziato a mostrare sintomi come un colpo sul lato del volto”, dice il signor Williams.

“Un paio di giorni dopo, durante la notte ha iniziato ad avere i crampi in tutto il viso. Il viso si contorceva e lui sentiva molto dolore.”

Dopo 24 ore in ospedale pediatrico, i medici hanno diagnosticato ad Alijah il tetano, ed è stato portato in terapia intensiva.

Mr Williams ricorda l’agonia di suo figlio: “E ‘una cosa terribile … Tutto il corpo si inarca, le braccia scattano.”

“E ‘come avere crampi ma è ovunque, anche sulla faccia. Gli hanno dovuto bloccare la mascella.”

“Il batterio del tetano produce una tossina che attacca i nervi.”

“Stava così male che hanno dovuto indurre il coma per alleviare i sintomi.”

Ian e sua moglie sono stati invitati a lasciare la stanza quando i medici hanno dovuto intubare Alijah che ora è sotto sedativi per le prossime tre settimane per permettere al suo corpo di guarire.

“Ci siamo sentiti malissimo.”

[...]
“E ‘ evidente che avevamo fatto un errore”.

Decidere di non vaccinare

[...]

«Ho una laurea in scienze e mia moglie una laurea di ostetricia. [...]

“Se vai su google e cerchi “vaccini” si trovano un sacco di pro e un sacco di contro, e si inizia a leggere tutti i contro e cominciano a pesare su di te e si inizia a credere a tutte le cose che si leggono.

[...]

Williams dice di essere stato influenzato dai racconti che aveva letto su internet che il vaccino MMR (morbillo, parotite e rosolia) è stato collegato all’autismo in bambini in via di sviluppo, che i vaccini contengono mercurio e alluminio e che sono promossi da aziende farmaceutiche puramente a scopo di lucro.

“Ci sono una serie di miti là fuori, ed è davvero facile convincersi”

“Non appena hanno detto che era il tetano altri miei due bambini sono stati vaccinati il ​​giorno dopo, contro tutte le malattie infantili.”

La Williams ha anche preso l’insolita iniziativa di parlare in pubblico su ciò che era accaduto a Alijah.

[...]

Sei mesi in poi, Alijah si sta riprendendo bene.

“Dopo tre settimane in terapia intensiva a poco a poco ne è venuto fuori”, dice Williams.

[...]

Quando è venuto fuori dalla sua pesante sedazione, Alijah dovuto imparare a camminare e mangiare di nuovo.

[...]

Che cosa è il tetano?

Il tetano è causato da batteri che sono presenti nel suolo, nella polvere e nel letame. I batteri possono entrare nel corpo attraverso una ferita che può essere piccola come una puntura di spillo. Il tetano non può essere trasmesso da persona a persona.

Il tetano è una malattia potenzialmente letale che attacca il sistema nervoso. Provoca spasmi muscolari che si avvertono prima nel collo e nei muscoli della mascella. Il tetano può portare a difficoltà respiratorie, convulsioni dolorose e ad alterazioni dei ritmi cardiaci.

[...]

Fonte: WA, Dipartimento della Salute

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